Obbligazione CDP: conviene investirci?

Obbligazione CDP: conviene investirci?

Mario Sorrentino

Nelle ultime settimane è stata particolarmente pubblicizzata l’emissione obbligazionaria di Cassa Depositi e Prestiti, la cui struttura delle cedole segue dei meccanismi differenti dai più classici BTP.

Vediamo insieme quali sono e se conviene investire nello strumento in questione.

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CDP e le caratteristiche dell’ultima emissione obbligazionaria

Cassa Depositi e Prestiti è un’istituzione finanziaria la cui maggioranza è detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. A novembre 2023 CDP ha emesso un bond destinato esclusivamente al mercato italiano retail (persone fisiche residenti in Italia), il cui periodo di collocamento è aperto fino al 27/11/2023, salvo chiusura anticipata.

Il lotto minimo acquistabile è 1.000€ e la scadenza sarà di 6 anni. Il capitale investito verrà rimborsato alla scadenza.

L’obbligazione CDP avrà una cedola trimestrale e sarà a tasso misto. Da dicembre 2023 a dicembre 2026, il tasso sarà fisso e pari al 5% LORDO e quindi 4,37% NETTO, da dicembre 2026 a dicembre 2029, il tasso sarà variabile e pari all’EURIBOR a 3 MESI maggiorato dello 0,90% LORDO annuo. Tuttavia, solo alla fine del periodo di collocamento verrà stabilito il margine preciso. La tassazione sulle cedole e sulle plusvalenze sui bond di CDP sono tassate al 12,5%.

ESEMPIO

-acquisto di 10.000€ di bond CDP;

-l’investitore riceverà ogni 3 mesi una cedola pari all’1,09% netto cioè 109€ per i primi 3 anni, dopodichè da dicembre 2026 a dicembre 2029 il tasso è variabile per cui non è possibile stabilire con certezza l’importo delle cedole.

Conviene investire nelle obbligazioni CDP?

Se ci si basa sulle previsioni dell’EURIBOR a 3 MESI + uno spread dello 0,90% lordo, il rendimento del bond è dello 0,50% lordo superiore rispetto ad un BTP di uguale a scadenza.

Tuttavia in un contesto di mercato in cui l’inflazione inizia a scendere più del previsto e i tassi iniziano a seguire la stessa dinamica, l’investimento in uno strumento che prevede una componente di rendimento variabile non è la migliore soluzione.

Inoltre, un orizzonte temporale di 6 anni inizia ad essere idoneo per un investimento nel mercato azionario, che chiaramente ha un maggior rendimento atteso.

Come al solito, ogni strumento va valutato sulla base delle proprie esigenze, ma investire ad un tasso variabile nel momento in cui i tassi sono attesi al ribasso potrebbe rivelarsi una scelta infelice: non dimentichiamoci che un contesto di tassi decrescenti ha effetti positivi anche sul mercato azionario e che l’emittente (nel nostro caso CDP) non a caso emette un bond a tasso misto. Infatti in questo modo CDP evita di vincolarsi a pagare un tasso eccessivamente elevato in un momento storico in cui i tassi di interesse sono destinati a scendere.

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