Conto deposito: tutto quello che devi sapere

Conto deposito: tutto quello che devi sapere

Mario Sorrentino

A seguito del rialzo dei tassi di interesse da parte delle Banche Centrali al fine di contenere l’impennata inflazionistica che ha caratterizzato il 2022 e parte del 2023, anche i conti deposito sono tornati ad offrire rendimenti interessanti.
Spesso mi viene chiesto se conviene approfittare dell’attuale contesto di mercato e destinarvi i propri risparmi, ma cerchiamo di capire insieme quale potrebbe essere il giusto approccio a un conto deposito.

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Cos'è un conto deposito

Un conto deposito non è altro che uno strumento con cui il risparmiatore puó depositare denaro in banca e ricevere quanto depositato più gli interessi alla fine del periodo prestabilito.
Tecnicamente il suo nome è “deposito a risparmio” ed è rimasto dietro le quinte fino al momento in cui si é delineato lo scenario attuale di tassi positivi.
Esistono 2 tipologie di conti deposito: vincolato e libero. La differenza sostanziale è che nel secondo caso il risparmiatore può ritirare le somme impiegate prima della scadenza , perdendo tutti gli interessi a cui avrebbe avuto diritto e, aspetto da non sottovalutare, esponendosi al rischio di ribasso del tasso di interesse da parte della banca che deve essere comunicato da quest’ultima comunque con un preavviso di 60 giorni.

Conto deposito: a cosa fare attenzione

Quando si apre un conto deposito, é importante considerare i costi di apertura e mantenimento, la fiscalità e il modo in cui vengono pubblicizzati i rendimenti.

ATTENZIONE! I rendimenti che vengono pubblicizzati in tv o sui cartelloni pubblicitari sono al lordo della tassazione e su base annua. Se ad esempio ci imbattiamo in una pubblicità del tipo “fai rendere i tuoi soldi al 4% annuo dopo 6 mesi” e depositiamo 10.000€, vorrà dire che i nostri soldi alla fine dei 6 mesi avranno reso il 2% (4% / 2) LORDO.

Ecco quindi che entra in gioco anche la tassazione. I conti deposito sono tassati al 26% e dopo la tassazione lo Stato richiede il pagamento del bollo pari allo 0,20% dell’ intero importo (capitale + interessi).
Dopo 6 mesi i nostri 10.000€ avranno reso l’1,47% NETTO (2%-26%), diventando 10.148€, a cui sottrarre lo 0,20% di imposta di bollo e i costi di apertura e mantenimento del conto.

10.148€-0,20%*10.148= 10.127€ circa. Se il conto prevede spese per 7€ al mese(42€ in 6 mesi), i 10.127€ saranno diventati 10.085€ circa: dunque i nostri soldi avranno reso in 6 mesi lo 0,85% netto dal famoso 4% pubblicizzato.
Inoltre spesso vengono richiesti gli accrediti dello stipendio o della pensione come condizioni per usufruire del conto deposito.

Un altro aspetto da considerare per il conto deposito é la procedura di Bail-In in caso di fallimento della banca. Dopo la crisi del 2008 durante la quale fu lo stato americano con i soldi dei contribuenti a salvare le banche più importanti sull’orlo del fallimento(Bail-Out), si é passati al sistema del Bail-In, secondo cui se una banca fallisce, i suoi creditori possono rivalersi in primis sugli azionisti, poi sugli obbligazionisti e poi anche sui correntisti quindi anche depositanti, sulla base di quanto debito deve essere ancora saldato.
Tuttavia fino a 100.000€ per correntista o depositante c’è la garanzia dello stato italiano, che però non sappiamo nè con che velocitá restituirà i soldi, né se riuscirà a restituirli tutti in caso di fallimento di una banca. ATTENZIONE: la garanzia è per ogni depositante per cui se un conto deposito è intestato a 2 persone , la garanzia è fino a 200.000€, a 3 persone la garanzia è fino a 300.000€ e così via.

In linea di massima, se lasciamo fino a 100.000€ liquidi o su un conto deposito, non dovrebbero essere i creditori della banca fallita il vero problema, ma ci penserebbe l’inflazione a”mangiare” i nostri risparmi.

Conto deposito: come utilizzarlo in modo intelligente

 

Ha senso utilizzare un conto deposito come investimento? Se si parla di rendimento nominale e reale è chiaro che se il conto deposito ha un rendimento particolarmente positivo, ciò è dovuto al fatto che l’ inflazione è particolarmente elevata sempre per il discorso secondo cui i tassi sono alti per contenere l’ inflazione. Quindi se ipotizziamo un’ inflazione media al 5% ( come nel 2023) e un conto deposito a 1 anno che rende il 4% lordo cioè il 2,96% NETTO (4%-26%), il rendimento reale sarà negativo :2,96%-5%=-2,04%. Insomma saremo più poveri del 2,04% senza considerare l’imposta di bollo e i costi del conto.

Altro tema é quello dell’interesse composto. Il motivo per cui piuttosto che scegliere solo un conto deposito è sempre preferibile costruire un portafoglio di investimento consiste anche nel fatto che quest’ultimo è in grado di dare un rendimento medio senza scadenza e senza dipendere dalle condizioni di mercato di breve(tra cui il fallimento della banca depositaria).

Esempio:

  • 10.000€ di conto deposito a 5 anni che rende il 3,7% netto per 5 anni quindi ogni anno 370€ di interessi. Alla fine dei 5 anni i 10.000€ saranno 11.850€
  • 10.000€ in un portafoglio di investimento con stesso rendimento medio: gli interessi che genera il portafoglio genereranno altri interessi. Alla fine dei 5 anni i 10.000€ varranno 11.992€.
  • Ecco l’interesse composto: se in un 1 anno i 10.000€ sono diventati 10.100, l’ anno dopo il rendimento sarà generato su tutti i 10.100€ e non solo sui 10.000€ originariamente investiti(come nel conto deposito). Se un conto deposito vincolato a 5 anni dà un rendimento annuo del 3,70% netto (5% lordo) ,senza considerare anche il bollo, un portafoglio bilanciato può ottenere un rendimento medio del genere senza una scadenza
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In poche parole: se vincolassimo i nostri soldi a 5 anni ad un certo tasso e dopo quei 5 anni i tassi dovessero scendere in maniera consistente, non potremmo reinvestire i nostri soldi allo stesso tasso e ci saremmo persi i rialzi dei mercati.  
Certamente c’è la volatilità (da gestire con la diversificazione) che in un conto deposito non ci sarebbe, ma sono proprio le oscillazioni di mercato che permettono di ottenere un rendimento medio come premio.

Inoltre un conto deposito vincolato per 5 anni non permette di ritirare i soldi prima della scadenza, mentre in un portafoglio di investimento c’è comunque la possibilità di fare una “manutenzione” e ribilanciare il portafoglio eventualmente chiudendo posizioni in plusvalenza e aprendone delle altre, sempre rispettando la propria pianificazione per obiettivi.Dopodiché in un investimento vero e proprio le tasse vengono pagate solo se e quando si decide di liquidare i propri investimenti.

Chiaramente l’esempio é stato fatto con un deposito vincolato che ha un rendimento superiore rispetto a quello svincolabile, ma per quest’ultimo vale lo stesso ragionamento, in più considerando l’interesse variabile con il preavviso di 60 giorni da parte della banca.

Come si dovrebbe utilizzare un conto deposito? Ogni risparmiatore dovrebbe avere insieme ai propri investimenti anche un fondo per emergenze. Questo fondo può essere alimentato da soldi fermi sul conto, da conti deposito a breve (6 mesi o 1 anno) e da fondi monetari.  
In questo caso, la priorità non è sulla protezione del capitale dall’inflazione, ma sulla costruzione di un cuscinetto per esigenze improvvise. Certamente un conto deposito può essere un’ alternativa ai classici soldi fermi sul conto corrente: almeno viene in parte coperta la perdita da inflazione.

Vuoi capire in che modo iniziare un progetto di risparmio e inserirvi un conto deposito in modo efficiente? Prenota una call gratuita o invia una mail a info@sorrentinoinvestimenti.it, sarò lieto di aiutarti!