Pensione aggiuntiva: i benefici che devi conoscere

Pensione aggiuntiva: i benefici che devi conoscere

Mario Sorrentino

Nell’ultimo anno, i principali portali di finanza hanno registrato un forte interesse, soprattutto delle fasce più giovani di lavoratori nei confronti dell’argomento delle pensioni. In controtendenza rispetto a quanto emerge dalle classifiche dei paesi più evoluti finanziariamente, i giovani italiani sembrano essere particolarmente propensi ad adoperarsi per far sì che il proprio futuro finanziario sia più roseo di quanto attualmente gli si prospetti.

Vediamo insieme in che modo un lavoratore può attrezzarsi per migliorare il proprio futuro pensionistico.

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Trend delle pensioni

I lavoratori italiani hanno un grosso problema: ogni euro che versano di contributi si trasformerà in 0,40€ di pensione, 0,60€ nel migliore dei casi per i lavoratori dipendenti.

Perché? Diminuisce il numero delle nascite e la speranza di vita è in costante aumento. Ciò vuol dire che in Italia ci sono più pensionati che lavoratori. Questa dinamica assume una connotazione negativa in relazione al nostro sistema pensionistico pubblico, che è contributivo: i lavoratori versano una parte dello stipendio lordo  all’INPS o alle varie casse private. Chiaramente i contributi versati servono a pagare le pensioni di chi ha terminato la propria carriera lavorativa.

Allo stato attuale, ad ogni pensionato corrispondono 2 lavoratori con i cui contributi viene alimentata la pensione. Questo fenomeno continua ad amplificarsi, anche per il fatto che l’inserimento nel mondo del lavoro per un giovane richiede sempre più tempo.

Ma è possibile fronteggiare il trend in questione in modo efficiente?

 

Caratteristiche del meccanismo della previdenza complementare

Lo stato italiano, proprio perché consapevole del fatto che il sistema pubblico difficilmente riuscirà a garantire un’adeguata pensione ai lavoratori, ha introdotto una serie di vantaggi fiscali per coloro che aderiscono ad una forma di previdenza complementare.

Da un punto di vista puramente tecnico le forme pensionistiche complementari si suddividono in fondi pensione negoziali (o chiusi), fondi pensione aperti e piani individuali pensionistici (PIP).

I primi sono sottoscrivibili solo da determinate categorie di lavoratori, i secondi e i terzi sono accessibili a tutti.

Per ciò che concerne il trattamento fiscale dei contributi versati ad un fondo di previdenza complementare, lo stato italiano ne permette la deducibilità fino a 5.164,57€ annui.

I lavoratori dipendenti vedranno il vantaggio fiscale direttamente in busta paga, la quale sarà più consistente poiché il datore di lavoro funge da sostituto d’imposta. I lavoratori autonomi invece vedranno il vantaggio fiscale nel momento in cui pagheranno l’IRPEF, che sarà inferiore.

ESEMPIO

– reddito lordo =30.000€

-contributi alla previdenza complementare: 5.164€;

L’IRPEF sarà pagata su 24.386€ (30.000€-5.164€), non su 30.000€ di reddito lordo e questo criterio vale per tutte le fasce di reddito.

Inoltre sui rendimenti del fondo pensione, l’aliquota è del 20%, più vantaggiosa rispetto al 26% sui rendimenti degli investimenti classici. Per ciò che concerne la prestazione pensionistica, ciò che deriva dai contributi versati a partire dal primo gennaio 2007 subisce una ritenuta a titolo d’imposta pari al 15%, che, passati 15 anni di partecipazione al fondo, diminuisce di un 0,30% all’anno fino ad un massimo di 6 punti percentuali. Infatti, dopo 35 anni di partecipazione l’aliquota scende al 9%.

È possibile chiedere un’anticipazione delle somme accumulate nel fondo pensione alle seguenti condizioni:

da subito, fino al 75% del montante per spese sanitarie a seguito di gravi situazioni, tassazione al 15%;

dopo 8 anni, fino al 75% del montante per acquisto o ristrutturazione prima casa, tassazione al 23%;

dopo 8 anni, fino al 30% del montante per ulteriori esigenze non documentate, tassazione al 23%.

In merito al riscatto in un’unica soluzione, antecedentemente all’accesso al pensionamento in presenza di determinate situazioni attinenti all’iscritto, ecco  le linee guida COVIP:

-riscatto parziale (50 per cento della posizione individuale) per eventi quali l’inoccupazione per periodi compresi fra 12 e 48 mesi, il ricorso a procedure di mobilità, la cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria;

-riscatto totale della posizione individuale, ammesso in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, in caso di inoccupazione superiore ai 48 mesi o in caso di perdita dei requisisti di partecipazione alla forma pensionistica complementare.

Con riferimento alla prestazione pensionistica erogata dal fondo pensione, quest’ultima può essere erogata in forma di rendita oppure parte in rendita e parte in capitale (fino al massimo del 50 per cento del montante finale accumulato); per i “vecchi iscritti” (coloro che al 29 aprile 1993 erano già iscritti ad una forma pensionistica complementare istituita prima del 15 novembre 1992) è possibile l’erogazione in capitale dell’intero ammontare. Se la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70 per cento del montante finale è inferiore al 50 per cento dell’assegno sociale, la prestazione può essere fruita interamente in capitale

Cosa fare per costruirsi una pensione aggiuntiva

Prima di qualsiasi ragionamento tecnico in merito agli strumenti migliori da utilizzare, è importante considerare che adoperarsi per costruirsi una pensione aggiuntiva consente innanzitutto di salvaguardare il proprio tenore di vita.

A questo proposito, l’accantonamento graduale di risparmio consente di costruirsi un tesoretto da poter poi utilizzare come pensione, senza che il proprio stile di vita quotidiano venga intaccato.

In sintesi, la soluzione migliore è costruirsi mensilmente un “gruzzoletto” andando ad impiegare una quota del proprio risparmio in un piano pensionistico che può essere implementato su una vastità di strumenti e strategie, in cui può rientrare o meno il mondo della previdenza complementare. Certamente, una minor quota di risparmio impiegata richiederà più tempo per raggiungere un capitale congruo con le proprie aspettative finanziarie: proprio per questo iniziare il prima possibile fa la differenza, pur iniziando con piccole cifre il proprio percorso di accumulo di risparmio.

Vuoi saperne di più su come costruirti un’integrazione pensionistica? Scrivi una mail a info@sorrentinoinvestimenti.it oppure prenota una call gratuita, sarò felice di aiutarti.